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Il mito di Sparta

La Laconia o Lacedemonia di cui Sparta era la capitale occupava la parte sud est del Peloponneso. Gli Spartani che erano la razza dominante avevano conquistato la regione durante l’invasione dorica del nord e ridotto in schiavitù gli abitanti del luogo, da allora chiamati Iloti.
Durante la formazione del regno spartano la terra era divisa in lotti e non veniva coltivata dai conquistatori sia perchè si considerava questa attività come degradante sia perchè uno spartano era votato unicamente alla carriera militare.
Gli Iloti era legati alla terra, un po’ come i servi della gleba,e non potevano essere venduti separatamente dalla terra. Ogni cittadino spartano che possedeva uno o più lotti di terreno riceveva dall’ilota che coltivava il campo circa 105 staia di grano per lui, 12 per la moglie ed una quantità stabilita di vino e frutta ogni anno. Tutto quello che eccedeva questa produzione rimaneva nella disponibilità dell’ilota.
Gli Iloti erano greci come gli Spartani e soffrivano della loro condizione servile, pertanto un’efficiente polizia segreta della casta dominante ne controllava costantemente le mosse. Ogni tanto gli Spartani dichiaravano delle guerre preventive agli Iloti per decimarne la migliore gioventù e mantenere un saldo controllo su questa moltitudine di schiavi.
La sola preoccupazione di un cittadino spartano era la guerra per la quale veniva addestrato fin dalla nascita. I bambini gracili o affetti da patologie venivano eliminati o abbandonati, soltanto i più vigorosi venivano allevati e lo Stato se ne faceva carico interamente.
Fino all’età di venti anni essi crescevano all’interno di un’unica scuola che aveva lo scopo di renderli arditi, sottomessi ad una rigida disciplina gerarchica e resistenti a privazioni e sofferenze.
A vent’anni cominciava il vero e proprio servizio militare e pur potendo sposarsi da quell’età il cittadino spartano doveva vivere fino al compimento del trentesimo anno nella “casa degli uomini”. Soltanto a 30 anni uno spartano era effettivamente e pienamente libero.
La teoria dello Stato spartano era che nessuno potesse essere troppo povero o troppo ricco, i lotti di terreno non potevano essere venduti ma solo donati o passare in eredità e la stessa moneta era coniata in rame invece che in oro o argento.
Da qui nasce il mito della frugalità e della semplicità della vita spartana.
Le donne spartane al contrario delle altre donne greche non erano costrette a stare appartate, anzi fino ai venti anni anch’esse partecipavano al duro addestramento fisico e non era raro vedere giovani donne e giovani uomini spartani, nudi, correre, saltare, danzare per fortificare il loro corpo ed il loro spirito.
In questo modo era convinzione che le fanciulle spartane fossero più pronte e resistenti nel generare figli: Sparta aveva sempre fame di nuovi bambini e quindi di nuovi guerrieri.
La legislazione spartana incoraggiava infatti a fare figli con un sistema di esenzioni progressivo sui tributi per chi aveva un certo numero di bambini.
La costituzione spartana, piuttosto complicata assicurerà per secoli a Sparta una stabilità sconosciuta al resto delle città greche.
Sparta aveva due Re contemporaneamente, appartenenti a due famiglie diverse, che avevano poteri limitati durante i periodi di pace.Erano membri del Consiglio degli Anziani composto da 30 membri (compresi i due Re). Gli Anziani dovevano avere più di sessanta anni, ed erano scelti a vita tra le principali famiglie aristocratiche.
Era compito del Consiglio degli Anziani decidere quali questioni sottoporre all’Assemblea, che era costituita da tutti i cittadini maschi spartani e che poteva esprimersi soltanto con un SI o con un NO.
Le decisioni prese dall’Assemblea per diventare operative dovevano però ripassare al vaglio del Consiglio degli Anziani che in definitiva aveva l’ultima parola.
Il quarto pilastro dell’assetto istituzionale spartano era costituito dai 5 Efori, nominati per estrazione a sorte, avevano il compito di sorvegliare che i Re sottostassero sempre alla costituzione.
In antichità si pensava che l’impianto istituzionale e legislativo spartano fosse dovuto ad un grande legislatore Licurgo (vissuto intorno al 880 a.c.). In realtà il sistema legislativo spartano si formò gradualmente e Licurgo era un personaggio mitologico, forse inizialmente adorato come un dio.
Una delle principali fonti di ammirazione degli altri greci verso Sparta fu la sua stabilità, l’assetto costituzionale rimase inalterato per secoli, a parte un aumento del potere degli efori, per altro avvenuto legalmente.
Il secondo cardine del mito spartano fu l’invincibilità del suo esercito. Paradossalmente la sua fama ed il suo mito si devono ad una sconfitta militare, quella dei famosi 300 delle Termopili, ma per secoli il dominio terrestre di Sparta fu incontrastato,mentre la sua rivale Atene doveva accontentarsi della supremazia navale.
La supremazia spartana duro fino al 371 a.c. quando l’esercito di Sparta fu duramente sconfitto da Tebe nella battaglia di Leuttra, dando cosi inizio alla sua decadenza.

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