Giordano Bruno, il “padre” della relatività


Tre secoli e mezzo prima di Einstein, una mente brillante ed anticonformista, individuerà le basi della relatività ristretta.
Giordano Bruno, filosofo e monaco domenicano vissuto tra il 1548 ed il 1600, demoli’ la dimostrazione aristotelica dell’immobilità della Terra.
Aristotele affermava che se si lasciava cadere un sasso da un albero, questi cadeva verticalmente, se
la Terra ruotasse durante la caduta questo sasso non sarebbe caduto verticalmente.
Ecco la prova dell’immobilità della Terra, secondo Aristotele.
Giordano Bruno si chiede allora: “Se lascio cadere dall’albero di una nave in movimento un sasso la pietra non dovrebbe cadere verticalmente” e decide di fare l’esperimento, esempio di abbozzo del metodo scientifico moderno.
Si imbarca, quindi lascia cadere un sasso dall’alto dell’albero di una nave constatando che esso cade verticalmente, sia essa in movimento rispetto alla riva che ferma.
Quello che Giordano Bruno scopre è che non esiste un movimento assoluto: la nave è immobile per i suoi passeggeri, ma in movimento per gli osservatori che la guardano dalla riva.
Il moto scopre è quindi un fenomeno relativo. Da questo primo risultato Bruno inizierà a smontare tutta le teoria aristotelica che vuole la Terra al centro di tutto.
Si tratta del primo mattone della relatività ristretta che crea scompiglio e profonda irritazione nelle gerarchie ecclesiastiche.
Bruno cerca di rimanere in Italia il più a lungo possibile ma nel 1576 viene aperto contro di lui un procedimento per eresia. Fugge dall’Italia e peregrina di città in città, fin quando arriva a Ginevra ed entra in una comunità evangelica, ma passano pochi anni e nel 1579 viene scomunicato ed espulso anche da loro.
Arriva a Tolosa, via Lione, dove scrive un saggio intitolato “Clavis Magna” che fa colpo su Enrico III che lo chiama a corte.
Sotto la protezione del Re, finalmente Giordano Bruno può rilassarsi.
Le sue speculazioni scientifiche lo portano ad adottare il modello copernicano, spingendosi oltre e teorizzando che il Sistema Solare non aveva un posto privilegiato nello spazio.
Di più: demolisce il concetto di cielo e afferma che lo spazio si estende all’infinito, in tutte le direzioni ed è disseminato di stelle.
Di più: se il Sole è una stella come le altre, afferma, allora devono esistere pianeti simili alla Terra che orbitano intorno alle loro stelle e quindi teorizza che ci devono essere altri mondi abitati.
Presenta la sua visione del cosmo un po’ in tutta Europa, ad Oxford la sua visione irrita la Chiesa Anglicana. Alla fine per motivi politico-religiosi Enrico III non può più proteggere Bruno che nel 1586 lascia la Francia per esiliarsi in Germania.
Qui entra nella comunità luterana ma il suo spirito critico ed indipendente lo porta ad essere scomunicato anche li.
Nel 1591 Giordano Bruno che soffre di nostalgia, torna in Italia, in particolare a Venezia ma dopo poco entra in contrasto con Giovanni Mocenigo colui che lo ha convinto a scegliere la Serenissima.
I rapporti si deteriorano rapidamente e nel 1592 Mocenigo lo denuncia all’Inquisizione Veneziana.
E’ l’inizio della fine.
Bruno viene scagionato dalle autorità veneziane ma il Papa in persona, Clemente VIII chiede la sua estradizione ed il Doge acconsente.

Giordano Bruno diviene quindi prigioniero della Santa Sede. Il suo processo durerà otto anni e Giordano Bruno contrariamente a Galileo, non si piegherà, riuscendo a difendersi magistralmente.
Bruno, contratterà per mesi e mesi il suo Atto di Ritrattazione. Nonostante sia torturato fisicamente e mal nutrito, ingaggerà con i suoi inquisitori un duello su ogni parola e virgola dell’atto di ritrattazione.
Esige ed ottiene, modifiche, integrazioni, precisazioni. Ogni parola viene soppesata, adeguata, cesellata, cancellata.
Quando tutto l’Atto è pronto ed ha riscosso l’approvazione di Bruno, egli si rifiuta platealmente di firmarlo. Clemente VIII perde le staffe ed ordina all’Inquisizione di procedere con la sentenza. Il 20 gennaio del 1600 Giordano Bruno viene condannato al rogo.
Alla lettura del verdetto, Bruno risponderà cosi ai suoi giudici:
” Forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza contro di me che io ad ascoltarla”.
Giordano Bruno viene giustiziato il 17 febbraio 1600 in Campo dei Fiori a Roma dove oggi un monumento ricorda uno dei “pionieri” della relatività.

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