Scienza

InSight e l’esplorazione marziana

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Conto alla rovescia per InSight (Interior Exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport), la missione spaziale per l’esplorazione di Marte sviluppata dalla NASA.

Nel maggio del 2018, dalla base aerea di Vandenberg in California è prevista la partenza che porterà sul suolo del “pianeta rosso” un lander molto speciale.

InSight è la prima missione che esaminerà nel profondo la struttura interna di Marte e i processi che hanno contribuito alla sua formazione. Il lander atterrerà nei pressi dell’equatore marziano e si sosterrà da un punto di vista energetico grazie ai pannelli foto-voltaici.

Due sono gli strumenti principali del lander: un sismometro, fornito dall’agenzia spaziale francese (Cnes) con la collaborazione di Stati Uniti, Regno Unito, Svizzera e Germania, che servirà a rilevare i movimenti del sottosuolo e a registrare eventuali attività sismiche o impatti di meteoriti, che potrebbero fornire informazioni utili sugli strati interni del pianeta; un sensore termico progettato per arrivare in profondità – oltre tre metri – per misurare la quantità di energia proveniente dal profondo del pianeta.

Sempre nell’ambito dell’esplorazione marziana la Nasa sta studiano il modo di recuperare i campioni di roccia e terra che il rover Mars 2020 (che giungerà sulla superficie marziana nel 2021) raccoglierà e depositerà in contenitori sigillati da spedire sulla Terra. A recuperare i campioni potrebbe essere una missione lanciata nel 2026: dovrebbe consistere in un lander che dovrebbe atterrare su Marte, raccogliere i campioni preparati e lanciarli con un razzo nell’orbita marziana. Li’, i campioni dovrebbero essere catturati da un altro veicolo che dovrebbe portarli sulla Terra.

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