Scienza

Le fabbriche di stelle

Un recente studio realizzato da un folto gruppo di ricercatori dell’Inaf e pubblicato sulla rivista Astronomy & Astrophysiscs ha evidenziato una caratteristica sorprendente relativa alle 16 qasar più luminose attualmente conosciute.

La radiazione emessa da queste remote galassie è centinaia di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di volte quella del nostro Sole ed è prodotta dai buchi neri supermassicci che risiedono al loro centro.

L’inattesa proprietà scoperta grazie a questo studio è l’incredibile tasso di formazione stellare, ovvero il ritmo con cui si formano nuove stelle, arrivando fino a quattromila nuovi soli ogni anno.
Per avere un termine di riferimento dell’eccezionalità di questo dato basti pensare che nella nostra galassia, la Via Lattea, ogni anno si accende appena una stella di taglia solare.

L’indagine condotta dal team di ricercatori italiani si è concentrata nell’analisi della emissione nell’infrarosso di queste sorgenti. L’emissione infrarossa nei quasar è tipicamente dovuta a polvere riscaldata dalla radiazione emessa dal buco nero centrale e dalle stelle calde giovani distribuite nella galassia.

I quasar osservati sono estremamente lontani, (il più remoto dista circa 12,5 miliardi di anni luce) e quindi la luce emessa è relativa alla fase “infantile” del nostro universo.

La cosa eccezionale di questi oggetti è che ci forniscono un’istantanea di una fase fondamentale nella vita delle galassie che ospitano nei loro nuclei i buchi neri più massicci dell’universo, ossia quella in cui la loro straordinaria attività è in grado di influenzare in modo determinante le riserve di gas da cui si formano nuove stelle.

Per chi volesse leggere lo studio integrale, questo è il link.
Articolo completo in lingua inglese

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