Il DES elabora una mappa dell’Universo meno grumosa del previsto

Un altro importante risultato è stato raggiunto nell’ambito dell’esperimento DES (Dark Energy Survey).
DES, una collaborazione di oltre 400 ricercatori, impiega la tecnica ancora giovane della lente gravitazionale debole usando il telescopio Blanco da 4 metri, che fa parte dell’Osservatorio interamericano di Cerro Tololo in Cile.
I ricercatori hanno tracciato la mappa più grande dell’universo fin qui realizzata, riscontrando una minore “grumosità” di quanto previsto.

Agli albori del nostro Universo, circa 14 miliardi di anni fa, la materia era uniformemente distribuita ma da allora la massa si è aggregata in galassie, nuvole di gas e altre strutture. I dati pubblicati dal team di DES il 3 agosto suggeriscono che la formazione di aggregazioni è avvenuta più lentamente di quanto indicato dalle stime precedenti.
Nel primo anno di attività DES ha mappato circa 26 milioni di galassie. Il team ha quindi calcolato la quantità di lente gravitazionale in ogni parte del cielo per ricostruire la densità della materia. I risultati confermano quello che è oggi il modello standard della cosmologia, nel quale la materia ordinaria costituisce solo il 4 per cento del contenuto dell’universo. Ma i ricercatori hanno trovano una quantità leggermente inferiore di materia oscura – circa il 26 per cento – rispetto al 29 per cento indicato dal piu’ collaudato esperimento Planck, mentre il resto sarebbe costituito dalla cosiddetta “energia oscura”, che si pensa sia l’elemento che spinge il cosmo a espandersi a una velocità accelerata.

In ogni caso, dal punto di vista statistico, le differenze tra i risultati ottenuti ed il modello standard, non sono significativi al tal punto da mettere in discussione l’attuale concezione dell’universo.
I risultati di DES devono ancora essere sottoposti a peer review (la procedura di valutazione e di selezione degli articoli o dei progetti di ricerca effettuata da specialisti del settore per verificarne l’idoneità alla pubblicazione o al finanziamento).
Il risultato piu’ significativo di questi studi pero’ è riuscire ad affiancare a Planck un’altra metodologia, quella basata sulla lente gravitazionale debole, altrettanto efficace e sicura.

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