Il protone “dimagrito”

Il prestigioso Max Planck Institute per la fisica nucleare di Heidelberg attraverso un sofisticato esperimento ha “misurato” la massa del protone giungendo alla conclusione che è più piccola del valore attualmente accettato dalla comunità scientifica.
Lo straordinario risultato è stato possibile attraverso quella che viene definita la trappola di Penning. Si tratta di una strumentazione che combina campi elettrici e campi magnetici, all’interno della quale viene “ingabbiato” un protone.
Si misura la cosiddetta frequenza di ciclotrone, che dipende dal rapporto tra carica elettrica e massa del protone stesso. Una volta ottenuto questo parametro la massa del protone si ricava attraverso la comparazione con uno ione di riferimento, in questo caso i ricercatori hanno usato il carbonio 12C6+, cioè ionizzato sei volte.
Il risultato ottenuto, verificato mediante diversi controlli incrociati, è più basso per più di tre deviazioni standard dall’attuale valore CODATA (Committee on Data for Science and Technology): ciò significa in sostanza che la nuova stima è più piccola e ben lontana dal valore medio, accettato dalla comunità scientifica, ottenuto con diverse misurazioni.
Questo protone “dimagrito” potrebbe aiutarci a comprendere uno dei grandi misteri della fisica, e cioè per quale motivo nell’universo la materia ordinaria è infinitamente più abbondante dell’antimateria.

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