Vacanze Romane: la nascita di una star

E’ il 18 settembre 1951, il grande regista hollywoodiano William Wyler (che ha già al suo attivo almeno una decina di titoli con un grande successo di pubblico) ha commissionato un provino filmato a Thorold Dickinson.

Wyler è alla ricerca della protagonista femminile di quello che diverrà uno dei suoi capolavori: Vacanze Romane (1953).

L’attrice da provinare è Audrey Hepburn, allora appena ventiduenne, semisconosciuta, con una piccola esperienza di attrice teatrale soprattutto nel genere musical.
Wyler aveva già incassato il no di Elisabeth Taylor per la parte della Principessa Anna e cercava una nota di freschezza e di autenticità per un ruolo che richiamava in qualche misura la favola di Cenerentola.

Indossando una severa camicia da notte bianca, la Hepburn, nel provino, interpreta la parte della principessa di un paese immaginario snervata dai suoi tanti impegni di protocollo che viene messa a letto dalla sua dama di corte. Dickinson da veterano del mestiere aveva chiesto ai suoi operatori di non spegnere le cineprese al termine della parte recitata e cosi’ filmerà Audrey che al termine della sequenza con il suo incantevole sorriso e completamente abbandonata e naturale chiederà come era andata, mettendosi a conversare spontaneamente con il regista che per altro conosceva dai tempi del documentario The Secret People.

Il risultato sarà cosi straordinario che ricevuto il filmato Wyler non esiterà un istante a scritturare la Hepburn. Il 15 ottobre del 1951 Audrey firma un contratto che la legherà alla Paramount per un totale di sette film. Ancora non lo sapeva ma quello era il punto di svolta della sua carriera come attrice di cinema. Con ogni probabilità la Hepburn fu la prima attrice di Hollywood ad essere scritturata senza avere alle spalle un curriculum degno di nota.

Nel frattempo Wyler si era assicurato come protagonista maschile Gregory Peck. Al contrario della Hepburn, il trentacinquenne attore nato a La Jolla è già un divo affermato, interprete di pellicole di successo quali: Il caso Paradine, Cielo Giallo, Romantico avventuriero, L’avamposto degli uomini perduti e Le nevi del Chilimangiaro.
Wyler mostrerà a Peck il provino di Audrey ricevendone un caloroso gradimento.
Il 20 marzo del 1952 viene perfezionato il contratto tra la Paramount e la Hepburn per la realizzazione di Vacanze Romane, l’attrice percepirà un compenso di 7000 dollari con un extra di 250 dollari alla settimana per le spese. Un’attrice quasi esordiente veniva pagata di piu’ della Taylor o di Marylin. Gregory Peck, uomo e divo con già venti film alle spalle, percepirà invece 100.000 dollari, più 1.000 dollari alla settimana per le spese.

Vacanze Romane, venne girato interamente a Roma e negli studi di Cinecittà, accompagnato da una partecipazione popolare straordinaria. Si narra che mentre Wyler girava le sue scene nella Città Eterna, una folla numerosa assistesse alle riprese esprimendo rumorosamente la sua approvazione o i suoi dubbi sul girato, tanto che narra la leggenda il grande regista americano si attenesse a questa sorta di giuria popolare per dare il “buona la prima” o far ripetere la scena.

Il feeling tra i due attori sarà molto buono ed in qualche misura traspare nella pellicola, una commedia romantica, con un bellissimo bianco e nero, in grado ancora di reggere l’usura del tempo.
Peck dirà della sua partner: “Aveva un buon carattere e credo che la gente cogliesse questo aspetto. Non aveva nulla delle personalità traditrici, avide, meschine e pettegole che si incontrano in questo ambiente. Mi è piaciuta molto, le ho voluto bene, anzi era facile innamorarsene.”
Per anni si è vociferato di una relazione tra i due, senza alcuna prova e senza che i due attori si peritassero di smentire o incoraggiare questo gossip.

Certo è che l’affiatamento mostrato nel set dalla coppia si traspose in una magnifica prova d’attore dei due. La Hepburn ebbe l’umiltà e l’intelligenza di lasciarsi guidare ed appoggiare dal duo Wyler e Peck, dando cosi il meglio di se, nel ruolo che farà di lei una vera e propria icona di Hollywood.
Tra i tanti esempi di questa lasciarsi guidare dalle due celebrità hollywoodiane merita una citazione la famosa scena nella quale Gregory Peck infila la mano nella Bocca della Verità fingendo di averla persa. Si trattava di un’improvvisazione dell’attore non prevista dal copione che provocò in Audrey un autentico spavento che rende la scena incredibilmente genuina.

Il terzo protagonista del film è però Roma, le inquadrature e lo sfondo della Roma degli anni Cinquanta sono una parte essenziale della pellicola: dal Colosseo a Piazza di Spagna, da Via Margutta al Pantheon, dalla Fontana di Trevi a Trinità dei Monti, e poi i meravigliosi tetti della Città Eterna, Roma avvolge la romantica storia della principessa Anna e del giornalista Joe Bradley dandole un’incanto ed una maestosa leggerezza unica nel suo genere.
Il film tra i tanti meriti lancerà anche la leggenda della Vespa: la scorribanda dei due protagonisti su questo simbolo degli anni cinquanta e sessanta italiani, darà fama nazionale ed internazionale alla due ruote piu’ amata di sempre.

La sceneggiatura che vinse l’Oscar ed il soggetto furono inizialmente accreditati ad Ian Mac Lellan Hunter e John Dighton. In realtà erano stati consegnati a Mac Lellan Hunter dal collega Dalton Trumbo che “per motivi politici è accusato di tradimento contro lo stato” e perciò non poteva operare nella produzione cinematografica. L’Oscar gli fu riconosciuto postumo soltanto nel 2011.
Il film uscito nelle sale statunitensi nell’estate del 1953, costò 1.500.000 di dollari e ne incassò in tutto il mondo 12.000.000.

La Hepburn per la sua interpretazione vinse nel 1954 sia l’Oscar che il Golden Globe mentre Gregory Peck si dovette accontentare del premio Bafta.

Era nata una stella che ci regalerà altre indimenticabili pellicole come Sabrina e Colazione da Tiffany, Arianna e Sciarada.

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