Sanremo Story – 1955

La quinta edizione del Festival che si svolge dal 27 al 29 gennaio si presenta con numerose novità. La prima riguarda la RAI che pur organizzando la manifestazione non si occuperà più della selezione delle canzoni in gara, passando questo ruolo ad una specifica commissione tecnica costituita da scrittori, cantanti lirici, musicisti e produttori cinematografici.

Sempre in campo musicale la seconda novità è rappresentata dal divieto di partecipazione per i cantanti che abbiano partecipato a piu’ di un’edizione, ne fanno le spese molti big dell’epoca, a cominciare da Nilla Pizzi e grazie a questa nuova regola ci saranno ben 13 esordienti, tra i quali il più famoso (e già all’epoca popolare) è Claudio Villa.

Anche per quanto riguarda le orchestre c’è un importante novità, l’ensemble del maestro Cinico Angiolini è sostituita dall’ Orchestra Canzoni e ritmi, diretta da Maestro Francesco Ferrari.

Infine questa è la prima edizione che viene parzialmente ripresa (dalle 22.45) dalla televisione, ne farà le spese il presentatore storico delle prime 4 edizioni, Nunzio Filogamo, ritenuto poco telegenico a causa del suo essere claudicante. Alla conduzione c’è un’improbabile coppia formata dal giornalista Armando Pizzo e dalla conduttrice RAI Maria Teresa Ruta.

Gli italiani che possiedono un televisore sono ancora pochi, circa 100.000 nel 1955 e la radio continua ad essere il principale mezzo di ascolto del Festival.

La formula è quella ormai collaudata: vengono presentate 8 canzoni per sera, per i primi due giorni. Al termine di ogni serata i giurati votano e decidono quali sono le 4 canzoni che hanno accesso alla finale e quali vengono eliminate. Durante la terza sera ha luogo la finale.

I favori del pronostico sono da subito indirizzati verso Claudio Villa. Il “reuccio” della canzone è già un’artista affermato, che per altro ha già debuttato nel mondo del cinema, interpretando nel 1952 Serenata amara, il suo primo film da protagonista, per la regia di Pino Mercanti (durante la sua carriera girerà una trentina di lungometraggi).

Il dirigente RAI Giulio Razzi, storico animatore del Festival si adopera per consegnare a Villa tre canzoni, ritenute tra le migliori del lotto in concorso: Buongiorno tristezza e Il torrente, che l’artista romano canterà in coppia con Tullio Pane e Incantatella che lo vedrà invece a fianco di Narciso Parigi.

In finale Claudio Villa si ammala, ha una forte sindrome influenzale che gli impedisce di cantare. L’organizzazione autorizza quindi il primo playback della storia di Sanremo. Il pubblico televisivo e quello del Salone delle feste del Casinò di Sanremo vedranno al centro del palcoscenico un grammofono mentre in sala andranno in onda le note dell’incisione.

Nonostante questo Villa trionferà, conquistando sia il primo posto con Buongiorno Tristezza, sia il secondo con Il torrente, sempre in coppia con Tullio Pane.

Sempre in tema di novità, la V edizione di Sanremo è la prima che vede la partecipazione di un ospite non in concorso, sarà il caso del cantautore ed attore toscano Odoardo Spadaro che
durante l’ultima serata, viene invitato per recitare i testi delle prime tre canzoni classificate.

Nonostante tutte queste novità il Festival del 1955 non rappresenterà per il mercato discografico un’annata particolarmente interessante, fa eccezione dal punto di vista delle vendite la canzone Era un omino, eliminata in semifinale e cantata dal quintetto Radio Boys.

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