Perchè il Movimento 5 Stelle è ancora il primo partito in Italia?

Stamattina il Corriere della Sera ha pubblicato l’ennesimo sondaggio sulle intenzioni di voto degli italiani. I risultati sono un M5S al 32,3% in ulteriore crescita rispetto al mese precedente, il PD che flette ancora e si attesta al 26,8% (-3%), la frammentata area della destra che va dalla Lega, a Forza Italia, passando per Fratelli d’Italia ed NCD che si aggira complessivamente intorno al 34%, gli scissionisti ex PD che superano di poco il 3% e Sinistra Italiana che si ferma al 2,7%.

Premesso che i sondaggi vanno presi sempre con le molle, che spesso sovrastimano i risultati, soprattutto quando mancano diversi mesi alle elezioni e che rimane una fetta consistente pari a circa il 33,6% di indecisi ed astensionisti, la domanda apparentemente banale è perchè Grillo ed i suoi continuano a crescere?

Eppure le contraddizioni e gli errori di questo movimento sono evidenti, plateali, numerose e sotto gli occhi di tutti grazie anche ad un interessato accanimento mediatico che però pare non scalfirne la crescita.

Dall’imbarazzante caso Raggi ai recenti fatti di Genova, nei quali la famosa democrazia “elettronica” dei pentastellati è stata pensionata dal leader maximo, dall’assenza di regole democratiche interne adeguate, verificabili e certe alla posizione espressa sulla presa di responsabilità del blog di Grillo, gli errori ed i fatti inquietanti sarebbero sufficiente a minare la credibilità e la fiducia degli elettori intenzionati a votarli.

Ed invece non è cosi.  La risposta a questa apparente contraddizione dell’elettorato che certamente non va mai “mitizzato” nella sua presunta saggezza ma neppure liquidato troppo sbrigativamente è però, a mio avviso, banale e sotto gli occhi di tutti.

La classe politica italiana è completamente screditata.  L’impressione che sia una casta autoreferenziale e sostanzialmente connivente, al di la, degli apparenti schieramenti è forte e surrogata da mille episodi.

Il salvataggio di Minzolini, un delinquente condannato definitivamente in Cassazione, che grazie anche ai voti del PD, rimane senatore della Repubblica, percependo 10.000 euro al mese e maturando tra poche settimane il vitalizio è solo uno degli ultimi episodi che segnano l’amoralità della classe politica italiana e la sua crescente distanza dai cittadini.

Il centro di questo schieramento conservatore e regressivo è ormai diventato, da anni, direi dall’avvento di Renzi,  il Partito Democratico che di fatto puntella, non si sa per quanto ancora un sistema che andrebbe profondamente riformato nei comportamenti etici e morali prima ancora che nelle politiche.

Per questo molti elettori, probabilmente poco convinti dell’affidabilità politica dei 5 Stelle, voteranno per loro comunque: la loro speranza è usarli come grimaldello per scardinare questa ineffabile congrega che da troppi anni ci governa.

E’ un salto nel buio? Probabilmente si.

Ma in attesa che “risorga” una vera sinistra, forte, autorevole, non compromessa con una chiara visione alternativa della società, ci sono altre alternative?

 

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